Gli interventi riguardano l’inclusione e la re-inclusione sociale e lavorativa e incoraggiano le competenze e le abilità sociali e lavorative anche attraverso la costruzione dei rapporti di relazione sociale.
Servizi al Cittadino
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Responsabilità familiari
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Minori
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Anziani
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Disabili
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Dipendenze
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Salute Mentale
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Abuso e maltrattamento
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Contrasto alla povertà
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Immigrati
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Progetti
L’area delle Responsabilità Familiari attiva progetti e servizi a sostegno della famiglia perseguendo i seguenti obiettivi:
• promuovere la centralità della famiglia creando condizioni per cui si realizzino spazi di protagonismo educativo, culturale, sociale e sanitario;
• dare impulso alla famiglia attraverso servizi dedicati;
• sviluppare e sostenere forme di auto-organizzazione delle famiglie.
L’Area Responsabilità Familiari, inoltre, promuove e valorizza le capacità genitoriali e l’assunzione consapevole delle responsabilità individuali all’interno delle famiglie con bisogni educativi e problemi legati al ciclo di vita di bambini e adolescenti.
L’obiettivo è quello di rafforzare la solidarietà familiare e di fornire supporto alla gestione delle problematiche personali e relazionali, sostenendo la maternità e la paternità consapevole e responsabile, nonché i percorsi di adozione e di affido.
Centro di Ascolto per le Famiglie
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
L’area Minori si occupa dei diritti e delle opportunità dei cittadini minorenni e delle loro famiglie attivando servizi e progetti finalizzati a migliorare la qualità dell’intero Nucleo Familiare, promuovendo una rete integrata di servizi sul territorio.
L’obiettivo è quello ad assicurare ai minori il diritto ad una famiglia per mezzo di percorsi di protezione, tutela e sostegno alla crescita al fine di contrastare la marginalizzazione sociale e la devianza.
Asili Nido e Altri servizi Socio-Educativi per la Prima Infanzia
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Il Voucher può essere richiesto dal Referente familiare per la frequenza del minore presso le seguenti
tipologie di Unità di Offerta iscritte nel Catalogo telematico:
a. art. 52 del Regolamento – centro socio-educativo diurno (per minori di età compresa tra 6 e 17 anni)
b. art. 53 del Regolamento – asilo nido, micro nido, nido aziendale, (per minori di età compresa tra 3 e 36
mesi) sezione primavera (per minori di età compresa dai 24 ai 36 mesi)
c. art. 89 del Regolamento – ludoteca (per minori di età compresa tra 3 e 10 anni)
d. art. 90 del Regolamento – centro ludico per la prima infanzia (per minori di età compresa tra 3 e 36 mesi)
e. art. 101 del Regolamento- servizi socio – educativi innovativi e sperimentali per la prima infanzia (per
minori di età compresa tra 3 e 36 mesi)
f. art. 103 del Regolamento – servizi educativi e per il tempo libero (per minori di età compresa tra 3 e 14
anni)
g. articolo 104 del Regolamento – centro aperto polivalente per minori (per minori di età compresa tra 6 e 17
anni)
Educativa Domiciliare per Minori
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Il Servizio è rivolto ai minori e loro famiglie residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale di Campi Salentina che si trovano in una situazione di “rischio educativo” individuati dai Servizi Sociali Territoriali.
Le attività che si intendono realizzare prevedono:
-Osservazione e monitoraggio della relazione tra il minore e la sua famiglia e delle capacità genitoriali in seguito all’individuazione e valutazione delle situazioni problematiche in riferimento all’opportunità di inserimento nel servizio di educativa domiciliare effettuata dai servizi sociali territoriali;
-progettazione personalizzata, d’intesa con i Servizi Sociali Territoriali, contenente un piano di lavoro a medio e lungo termine delle situazioni problematiche;
-attuazione degli interventi in relazione agli obiettivi e ai bisogni;
-accompagnamento del minore e della sua famiglia nel percorso di autonomia attraverso l’inserimento in attività di socializzazione, sportive, ricreative e ludiche presenti sul territorio;
-verifiche in itinere e finali;
-stesura di relazioni periodiche sull’andamento del singolo caso seguito;
-momenti di verifica tra operatori/famiglie – operatori/servizi invianti;
-coinvolgimento e condivisione del progetto educativo personalizzato con i soggetti con cui il minore e la famiglia intrattengono relazioni significative.
L’accesso al Servizio è attivato su richiesta del Servizio Sociale Professionale dei Comuni dell’Ambito Territoriale di Campi Salentina, che, in collaborazione con il personale dell’aggiudicatario e con gli operatori di altri servizi eventualmente invianti e/o coinvolti, predisporranno il “Piano Educativo Individualizzato” che verrà successivamente sottoscritto dalla famiglia interessata nel progetto d’intervento.
Strutture Residenziali per Minori – Intervento Indifferibile
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Il Servizio assicura ospitalità ai minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo, per i quali non è praticabile l’affido, presso strutture di accoglienza residenziali presenti sul territorio. La finalità dell’inserimento in strutture residenziali è di garantire al minore un contesto di protezione e di cura, proseguendo nel suo percorso evolutivo mantenendo nel contempo, ove possibile, relazioni con la famiglia di origine.
L’intervento è rivolto a:
1. Minori residenti sul territorio :
a) per i quali è stato emesso un provvedimento disposto dall’Autorità Giudiziaria, di allontanamento dalla famiglia di origine e di collocamento in struttura protetta;
b) in condizione di grave rischio psicofisico e/o relazionale per i quali, a fronte di un Piano di intervento personalizzato, redatto dal Servizio Sociale professionale o del verificarsi di una situazione di emergenza, sia necessario, in accordo con la famiglia, oppure ai sensi dell’art.403 c.c. qualora non vi sia il consenso dei familiari, una separazione temporanea dagli stessi.
2. Minori non residenti, presenti temporaneamente sul territorio, in assenza di una famiglia o di un adulto in grado di prendersene cura ai sensi di Legge.
L’area Anziani si occupa del sostegno e integrazione dei cittadini anziani in condizione di autosufficienza e non autosufficienza attivando progetti e servizi a sostegno degli stessi finalizzati a:
• favorire misure volte a valorizzare gli anziani come risorsa e sviluppare relazioni intergenerazionali;
• offrire servizi e interventi di natura economica;
• incoraggiare e sostenere l’autonomia della persona anziana non autosufficiente;
• favorire la permanenza dell’anziano in famiglia e nel proprio contesto di vita;
• sostenere economicamente le famiglie con anziani e, in generale, quelle che assumono compiti di cura per anziani;
• promuovere la socializzazione e l’integrazione sociale degli anziani.
Cure Domiciliari Integrate di I° e II° Livello
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Servizi Domiciliari-Buoni Anziani e Disabili
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Possono presentare domanda di accesso alla misura “buoni servizio”, fruibili esclusivamente c/o Le Unità di Offerta iscritte nel Catalogo Telematico i nuclei familiari anche monopersonali, in cui siano presenti persone con disabilità e/o anziani over 65 non autosufficienti residenti in Puglia alla data di presentazione della domanda. I requisiti richiesti sono:
possesso di un PAI in corso di validità, per l’accesso a prestazioni socio-sanitarie ex art. 88, ovvero, nel caso di accesso a prestazioni socio-assistenziali ex art. 87, possesso di una Scheda di Valutazione Sociale del caso in corso di validità;
ISEE ORDINARIO del nucleo familiare in corso di validità non superiore a € 40.000,00;
in aggiunta, nel solo caso di disabili adulti e anziani non autosufficienti, anche ISEE RISTRETTO in corso di validità non superiore a € 20.000,00.
Servizi a Ciclo Diurno per Anziani, Disabili, e Persone Non Autosufficienti
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Possono presentare domanda di accesso alla misura “buoni servizio”, fruibili esclusivamente c/o Le Unità di Offerta iscritte nel Catalogo Telematico i nuclei familiari anche monopersonali, in cui siano presenti persone con disabilità e/o anziani over 65 non autosufficienti residenti in Puglia alla data di presentazione della domanda. I requisiti richiesti sono:
possesso di un PAI/scheda di valutazione sociale del caso in corso di validità, per l’accesso a prestazioni socio-assistenziali ex artt. 68, 106;
ISEE ORDINARIO del nucleo familiare in corso di validità non superiore a € 40.000,00;
in aggiunta, nel solo caso di disabili adulti e anziani non autosufficienti, anche ISEE RISTRETTO in corso di validità non superiore a € 20.000,00.
Le Unità di offerta iscritte al Catalogo telematico sono consultabili al seguente link:
app.sistema.puglia.it/ords/f?p=10000:110:103701128161179::NO:::
L’Area Disabili si occupa del “benessere” e della “qualità della vita della persona” unendo gli obiettivi di cura e riabilitazione con quelli della “partecipazione sociale“ e dell’autonomia nell’ambiente di vita.
L’Area Disabili attiva progetti e servizi a sostegno dei disabili e delle famiglie finalizzati a:
• promuovere una corretta informazione dei diritti, dei servizi, degli interventi e delle risorse che la realtà offre ai cittadini disabili;
• garantire un sostegno di carattere psico-sociale e un accompagnamento alle famiglie impegnate nell’assistenza;
• promuovere forme di “inclusione lavorativa dei disabili”;
• favorire l’inserimento dei disabili nelle attività sportive, turistiche e ricreative per una migliore qualità della vita.
Al fine di combattere la marginalizzazione delle persone diversamente abili, il Piano di Zona prevede una serie interventi tesi a offrire servizi finalizzati a favorire l’inclusione sociale e l’integrazione nella comunità anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie e del territorio.
Cure Domiciliari Integrate di I° e II° Livello
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Servizi Domiciliari-Buoni Anziani e Disabili
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Possono presentare domanda di accesso alla misura “buoni servizio”, fruibili esclusivamente c/o Le Unità di Offerta iscritte nel Catalogo Telematico i nuclei familiari anche monopersonali, in cui siano presenti persone con disabilità e/o anziani over 65 non autosufficienti residenti in Puglia alla data di presentazione della domanda. I requisiti richiesti sono:
possesso di un PAI in corso di validità, per l’accesso a prestazioni socio-sanitarie ex art. 88, ovvero, nel caso di accesso a prestazioni socio-assistenziali ex art. 87, possesso di una Scheda di Valutazione Sociale del caso in corso di validità;
ISEE ORDINARIO del nucleo familiare in corso di validità non superiore a € 40.000,00;
in aggiunta, nel solo caso di disabili adulti e anziani non autosufficienti, anche ISEE RISTRETTO in corso di validità non superiore a € 20.000,00.
Progetti di Vita Indipendente
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Per ciascuna finestra quadrimestrale di cui all’art.7 del’Avviso pubblico AD n. 37/2020, fermi restando i requisiti di cui
all’art. 2 , tutti i soggetti richiedenti per la Linea A e B possono presentare istanza di accesso al contributo alla
Regione – Sezione Inclusione sociale attiva e Innovazione delle reti sociali esclusivamente on-line accedendo al
seguente indirizzo: bandi.pugliasociale.regione.puglia.it
– Procedure Telematiche – “Pro.V.I/Dopo di noi”
compilando il relativo formulario che attesti il possesso dei requisiti soggettivi di ammissibilità
Servizi a Ciclo Diurno per Anziani, Disabili, e Persone Non Autosufficienti
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Possono presentare domanda di accesso alla misura “buoni servizio”, fruibili esclusivamente c/o Le Unità di Offerta iscritte nel Catalogo Telematico i nuclei familiari anche monopersonali, in cui siano presenti persone con disabilità e/o anziani over 65 non autosufficienti residenti in Puglia alla data di presentazione della domanda. I requisiti richiesti sono:
possesso di un PAI/scheda di valutazione sociale del caso in corso di validità, per l’accesso a prestazioni socio-assistenziali ex artt. 68, 106;
ISEE ORDINARIO del nucleo familiare in corso di validità non superiore a € 40.000,00;
in aggiunta, nel solo caso di disabili adulti e anziani non autosufficienti, anche ISEE RISTRETTO in corso di validità non superiore a € 20.000,00.
Le Unità di offerta iscritte al Catalogo telematico sono consultabili al seguente link:
app.sistema.puglia.it/ords/f?p=10000:110:103701128161179::NO:::
Servizi per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con disabilità
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Il servizio rivolto ad alunni con disabilità, fornisce prestazioni, svolte da operatori qualificati, nel contesto delle attività scolastiche. Le suddette prestazioni, specificamente definite nel Piano Educativo Individualizzato di ciascun allievo, consistono in attività di supporto alle risorse personali degli studenti fruitori del servizio.
Il Servizio è appaltato alla Cooperativa sociale Ge.N.S.S. di Monteroni e garantito nelle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo grado dei Comuni dell’Ambito, con l’impiego di Educatori ed Operatori Socio Sanitari.
Il Servizio, nello specifico, prevede prestazioni a carattere socio-assistenziale ed a carattere educativo a favore degli alunni diversamente abili:
- supporto all’alunno per favorire la realizzazione del progetto formativo mediante l’integrazione dell’azione dell’educatore con l’insegnante di sostegno e l’insegnante curriculare;
- collaborazione con il personale docente nei programmi di recupero funzionale e di socializzazione nonché per garantire l’effettiva e attiva partecipazione dell’alunno disabile a tutte le attività scolastiche, formative e ricreative previste dal Piano dell’Offerta Formativa e dal Piano Educativo Individualizzato (PEI);
- assistenza nello svolgimento di attività extra scolastiche, programmate dal collegio docenti: ludiche, di laboratorio, di conoscenza dell’ambiente circostante la scuola (ad es. gite di istruzione, attività varie, ecc.);
- attenzione ed ascolto di eventuali “comportamenti problema” (disagio agito attraverso l’aggressività) costituenti motivi di rischio per l’incolumità del soggetto disabile o di terzi;
- affiancamento in classe per agevolare l’inserimento nel gruppo e dello scambio delle relazioni sociali ed affettive;
- attività, a supporto del personale scolastico, quali accompagnamento per l’uso dei servizi igienici, assistenza materiale e cura dell’igiene personale;
- ausilio nell’attività ricreativa e pratico motoria;
- vigilanza dell’alunno nella quotidianità scolastica.
Le modalità d’intervento devono essere flessibili e personalizzate, in relazione alle differenti manifestazioni dei bisogni individuali e sono definite in seno all’Equipe Multidisciplianare, composta da operatori del Servizio di Integrazione Scolastica dell’ASL e da un assistente sociale dell’Ambito.
Gli interventi riguardano l’inclusione e la re-inclusione sociale e lavorativa e incoraggiano le competenze e le abilità sociali e lavorative anche attraverso la costruzione dei rapporti di relazione sociale.
L’area Salute Mentale promuove, in collaborazione con il Distretto Sanitario, attività di inclusione sociale e lavorativa della popolazione fragile e delle loro famiglie al fine di migliorare il benessere e le funzionalità delle persone, evidenziandone i punti di forza e le risorse, stimolando i fattori di protezione esterni e favorendo l’emancipazione e il superamento dello stigma e dei pregiudizi promuovendone l’inclusione sociale.
Rete di Servizi e Strutture per il Disagio Psichico
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
La gestione di tali servizi ed interventi, finalizzati a favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone con disabilità psichica, viene realizzata mediante il trasferimento delle risorse finanziarie programmate dall’Ambito Territoriale al Dipartimento di Salute Mentale, in quanto servizio specialistico dell’ASL che ha in carico gli utenti ed ha quindi specifica competenza per la predisposizione di progetti personalizzati tesi a favorire un percorso di crescita personale (socio-relazionale e lavorativa).
In particolare sono realizzati percorsi riabilitativi di soggetti con disagio psichico residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale di Campi Salentina ed il Progetto “Coltiva te stesso”, che prevede attività di ortocoltura da realizzarsi negli spazi dell’ex plesso ospedaliero di Campi Salentina.
L’Area Abuso e Maltrattamento si occupa di prevenire ogni forma di abuso e maltrattamento (violenza fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking), promuovendo sul territorio una cultura contro la violenza “di genere” e la violenza sui e tra minori.
Obiettivi dell’Area Abuso e Maltrattamento riguardano in particolare:
• l’attivazione di strutture e servizi per la prevenzione e il contrasto della violenza su donne e minori, nonché dello sfruttamento e della tratta di esseri umani.
• l’attivazione di percorsi di autonomia e di indipendenza economica delle donne vittime di violenza attraverso l’inserimento lavorativo e il diritto alla casa e alla salute.
Tale Area si connota per una pluralità di funzioni che richiedono un intervento interistituzionale e multidisciplinare fondato sull’intervento integrato tra i differenti attori presenti sul territorio.
Maltrattamento e Violenza – CAV
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
I Centri Antiviolenza offrono servizi ed interventi di prevenzione, protezione e tutela alle donne ed ai loro figli minori, che hanno subito o che si trovano esposte ad ogni forma di violenza. A tal fine, l’Ambito di Campi Salentina ha stipulato apposita Convenzione con l’Associazione “Donne Insieme” Onlus di Lecce.
Si occupa di:
- assicurare ascolto, accoglienza, assistenza, aiuto e sostegno, tutela e protezione alle donne vittime di violenza, sole o con minori, subita o minacciata, in qualunque forma;
- fornire consulenza legale, psicologica e sociale alle donne vittime di violenza, orientandole nella scelta dei servizi sociosanitari e assistenziali territoriali, indirizzandone e favorendone il percorso di reinserimento sociale e lavorativo;
- attività di sensibilizzazione sul fenomeno, prevenzione, informazione e formazione in favore della comunità territoriale, rispetto alla promozione della cultura della non- violenza.
A seguito della valutazione del caso da parte del Servizio Sociale di riferimento o anche per il tramite dei centri antiviolenza si potrà valutare il possibile ingresso in Struttura Protetta. Lo stesso potrà essere valutato anche nei casi di urgenza ed emergenza in cui risulti fondamentale intervenire allontanando dal luogo di residenza la vittima.
Attraverso:
– il Segretariato Sociale CAV specializzato con sportello ascolto protetto e numero telefonico dedicato attivo 24h su 24, anche collegandosi al 1522 (primo ascolto, informazioni, analisi del bisogno, orientamento e acceso al processo di aiuto)
– Servizio Sociale CAV (presa in carico e avvio percorso di aiuto, raccordo con i servizi territoriali, gli organi giudiziari e gli altri attori coinvolti, orientamento formativo della donna finalizzato all’acquisizione di competenze professionali e all’avviamento al lavoro). Il percorso personalizzato di protezione e sostegno è costruito insieme alla donna e formulato nel rispetto delle sue decisioni e dei suoi tempi.
Maltrattamento e Violenza – Equipe
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
L’Equipe integrata multidisciplinare “Abuso e Maltrattamento”, quale punto di riferimento della rete dei servizi territoriali, ha lo scopo di promuovere l’informazione, la prevenzione, consulenza e supporto agli operatori del territorio, sulle problematiche inerenti i temi della violenza.
Le attività dell’Equipe riguardano l’accoglienza delle segnalazioni provenienti dal territorio, la valutazione del caso, con il coinvolgimento di altre professionalità se ritenuto necessario, la presa in carico, la denuncia alle Autorità competenti, l’elaborazione di un Progetto di intrevento.
L’equipe integrata si rivolge alla rete dei servizi che a vario titolo si occupa del tema del maltrattamento ed abuso all’infanzia, nonché della violenza sulle donne. Essa svolgere funzioni di informazione sul fenomeno e offrirà consulenza e supporto agli operatori del territorio sulle problematiche inerenti i temi della violenza. Si occupa, inoltre, di accogliere le segnalazioni provenienti dal territorio.
L’Area Contrasto alla Povertà prevede interventi finalizzati a ridurre la povertà intesa come precarietà economica, deprivazione culturale e carenza di legami familiari e sociali.
L’obiettivo è costruire percorsi di integrazione e reinserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati e potenziare i servizi e le strutture integrate per l’accoglienza nelle situazioni connesse alle emergenze sociali e abitative.
Rete di Servizi e Strutture per il PIS
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Il Pronto Intervento Sociale prevede:
-l’erogazione di interventi economici finalizzati a sostenere le persone in condizioni di precarietà socio-economica nel fronteggiare situazioni di emergenza;
-l’attivazione di tirocini formativi per favorire l’integrazione e il reinserimento socio-lavorativo
Soggetti in condizioni di fragilità sociale
I cittadini in difficoltà socio-economiche si rivolgono ai Servizi Sociali dei Comuni di residenza
Reddito di Cittadinanza
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Il Decreto Legge 28 gennaio 2019 n. 4, convertito con modificazioni dalla Legge del 28 marzo 2019 n. 26, ha introdotto nell’ordinamento il Reddito di Cittadinanza, quale misura nazionale di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, che si sostanzia in un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari, associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, attraverso la presa in carico dei nuclei beneficiari, che sono chiamati a sottoscrivere un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale, da parte del Servizio Sociale Professionale dei Comuni dell’Ambito Territoriale.
Il Reddito di cittadinanza è un aiuto economico che può essere richiesto da una famiglia che si trova in un momento di difficoltà. Questa Misura serve ad aiutare il nucleo nella formazione e nel trovare lavoro permettendo l’integrazione del reddito della tua famiglia.
Il Reddito di cittadinanza ha inoltre l’obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze.
Nell’ambito dei Patti per il lavoro e/o per l’inclusione sociale, i beneficiari Rdc sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla collettività (PUC) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16.
Sono tenuti ad offrire la propria disponibilità allo svolgimento delle attività nell’ambito dei Progetti utili alla collettività i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che abbiano sottoscritto un Patto per il Lavoro o un Patto per l’Inclusione Sociale. La partecipazione ai progetti è facoltativa per le persone non tenute agli obblighi connessi al Reddito di Cittadinanza, le quali possono aderire volontariamente nell’ambito dei percorsi concordati con i servizi sociali dei Comuni/Ambiti Territoriali.
Il reddito di cittadinanza è uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà, alle quali verrà data una somma ad integrazione del reddito percepito.
Requisiti per accedere al reddito di cittadinanza:
– essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro Ue. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;
– essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
– avere un Isee inferiore a 9.360€;
– avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000€;
– avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€ per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
– avere un reddito familiare non superiore a 6.000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto.
– essere residenti in Italia, in via continuativa, da almeno 10 anni;
– avere un Isee inferiore a 9.360€;
– avere un patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000€;
– avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€ per ogni figlio successivo al primo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
– avere un reddito familiare non superiore a 6.000€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto.
La domanda per il Reddito di cittadinanza può essere presentata telematicamente attraverso il sito www.redditodicittadinanza.gov.it/login/login-richieste , presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso gli uffici postali (gestori del servizio integrato di cui all’articolo 81, comma 35, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133).
Reddito di Dignità
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
La piattaforma telematica Sistema Puglia (http://www.sistema.puglia.it/SistemaPuglia/red2020 nella pagina Red 2020) è attiva per la presentazione delle domande dal 29 giugno u.s., registrandosi, autonomamente ovvero recandosi presso i Caf/Patronati di propria conoscenza, regolarmente accreditati su Sistema Puglia.
Per i cittadini in condizioni di particolare fragilità quali donne vittime di violenza, persone separate senza stabile dimora, persone senza dimora, disabili gravi privi di sostegno familiare, le domande sono inserite in piattaforma dall’Ambito Territoriale, previa segnalazione e relazione a cura dei Servizi Sociali Professionali dei singoli Comuni.
Al 20/07/2020 risultano presenti in piattaforma n. 75 domande ReD 3.0 II° ed. in istruttoria.
L’Area Immigrati si occupa della programmazione e del coordinamento di interventi volti all’inclusione dei cittadini stranieri immigrati.
Gli interventi a favore dell’inclusione di cittadini comunitari ed extracomunitari sono tesi, innanzitutto, ai processi di integrazione al fine di consentire una piena cittadinanza sociale.
Sportello per l’Integrazione Sociosanitaria e culturale degli Immigrati
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Cosa è
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A chi è rivolto
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Dove rivolgersi
Si occupa di promuovere l’integrazione dei cittadini stranieri e la piena fruizione dei servizi socio-sanitari e culturali presenti sul territorio, favorendone l’accoglienza, prevenendo e contrastando i fenomeni di esclusione sociale e quindi di emarginazione e devianza.
Svolge attività di informazione sui diritti e doveri dei migranti; specifica attività di monitoraggio quanti/qualitativo delle presenze di migranti nei comuni dell’ Ambito, nonché nelle Strutture deputate ad accogliere migranti; formazione e affiancamento degli operatori sociali e sanitari per la promozione della cultura della integrazione organizzativa e professionale a favore degli immigrati anche attraverso la realizzazione di appositi corsi di formazione per il personale degli uffici pubblici che registrano maggiore affluenza di persone immigrate.
Attraverso l’attività dello sportello si supporta il Servizio Sociale Professionale nella predisposizione di progetti personalizzati a favore di cittadini stranieri in situazioni di particolare fragilità, quali profughi, rifugiati, richiedenti asilo, vittime di tratta; si predispongono specifici interventi finalizzati al contrasto del lavoro sommerso.
Lo Sportello opera per l’orientamento e accompagnamento dei cittadini stranieri immigrati e loro nuclei nell’accesso alla rete dei servizi sociali, sanitari, dell’istruzione, del lavoro, del tempo libero anche mediante specifiche campagne d’informazione e formazione; fornisce informazioni in merito all’ottenimento del permesso di soggiorno, dello status di rifugiato politico e della cittadinanza italiana, al ricongiungimento familiare. Scopo dello Sportello è anche quello di promuovere e favorire l’integrazione dei cittadini immigrati; promuovere e favorire il reciproco riconoscimento e la valorizzazione delle singole soggettività, delle identità culturali, religiose e linguistiche, favorire l’accoglienza; prevenire e contrastare fenomeni di esclusione sociale e quindi di emarginazione e devianza; promuovere la comunicazione e la reciproca conoscenza tra cittadini stranieri immigrati e italiani, singoli e associati; sostenere l’inserimento nel tessuto sociale.
| MEDIATORE CULTURALE
Bledar Torozi Tel. 3939899378 torozi.bledar@coopsanbernardo.it |
| Servizio itinerante nei Comuni dell’Ambito.
Si riceve previo appuntamento |
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Pon inclusione – PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE INCLUSIONE (Fondo Sociale Europeo 2014-2020 – AV. 03/2016)
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Descrizione del Progetto
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Risultati
Pon inclusione Fondo Sociale Europeo 2014-2020 – PaIS
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Descrizione del Progetto
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Risultati
Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale
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Descrizione del Progetto
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Risultati
Ambito Territoriale di Campi Salentina